ACHILLE CASTIGLIONI E LE SUE LAMPADE DI VERO DESIGN INDUSTRIALE

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ACHILLE CASTIGLIONI E LE SUE LAMPADE
DI VERO DESIGN INDUSTRIALE

LA LAMPADA ARCO

Achille Castiglioni è stato uno dei più importanti designer, progettisti e architetti italiani che ha dato vita a “190 progetti di architettura, 290 progetti di industrial design e 484 allestimenti”. Al MoMA, il museo d’arte moderna di New York, sono esposti 14 oggetti progettati da lui. Almeno uno lo conoscono quasi tutti, magari senza sapere che è suo: la lampada Arco, progettata nel 1962 per l’azienda FLOS, insieme al fratello Pier Giacomo.

Nel 1956 fu tra i fondatori dell’ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale.

La sua frase più celebre: “Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi”. Sulla lampada ad arco diceva:

“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo.”

Arco fu quindi creata per far arrivare la luce dall’alto eliminando qualsiasi tipo di ingombro. Ma soprattuto questa lampada è essenziale.

La base è un parallelepipedo in marmo di Carrara.

Pesa circa 65 chili e in mezzo ha un foro che permette di inserire un bastone e poi sollevare e spostare la base senza troppa fatica. L’arco, composto da quattro elementi, è invece in acciaio. L’altezza da terra della lampadina è di circa due metri, e due metri è anche la distanza tra la lampadina e la base in marmo. I Castiglioni  si nella creazione di questa lampada ai lampioni delle città di qualche decennio fa.

Arco è una sintesi tra eleganza, genio e semplicità.

LA LAMPADA TACCIA

“Questa lampada è stata pensata in modo sbagliato”. Con queste parole Achille Castiglioni presentò la sua lampada Taccia alla lezione Tecnologia e Design (Firenze, 1986).

La Taccia fu concepita e disegnata nel 1958 sempre con il fratello Pier Giacomo.  I primi esemplari erano abbastanza deformati e amorfi.

I due designer infatti, mossi dall’entusiasmo per i nuovi materiali sintetici, volevano realizzare la coppa del riflettore orientabile con un materiale plastico trasparente. Ma questa scelta cozzava con il calore prodotto dalle lampadine.

Ma se si escludono le difficoltà iniziali il progetto di design di Taccia andò a buon fine e Castiglioni potè permettersi di definirla “ la Mercedes delle lampade, un simbolo di successo”.

Infatti, dopo il fallimento dei primi esperimenti, i prototipi della Taccia vennero rilevati dalla ditta Flos, che li perfezionò sostituendo le materie plastiche con vetro soffiato resistente al calore.

La produzione industriale fu avviata nel 1962 e da allora prosegue inesorabile.

La moderna tecnologia dei materiali ha reso finalmente possibile la realizzazione del riflettore in plastica, più precisamente in PMMA (polimetilmetacrilato) abbinato con luci a led a bassa emissione di calore. Si tratta di uno dei pochi casi in cui l’innovazione tecnologica si è potuta abbinare a un ritorno fedele al design originale, realizzato oggi secondo l’idea di Castiglioni a ben sessant’anni di distanza.

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