NATHALIE, UNA STORIA INIZIATA QUARANT’ANNI FA

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NATHALIE, UNA STORIA INIZIATA QUARANT’ANNI FA.

Questo è l’anno del 40° anniversario di FLOU, celebre brand dell’arredamento fondato nel 1978. Ma non solo… il 2018 è l’anniversario di uno dei suoi prodotti più celebri Nathalie, il letto disegnato da Vico Magistretti che ha accompagnato le trasformazioni sociali e i cambiamenti culturali degli anni ’70.

Il progetto ‘Nathalie’ prende forma in uno spazio inutilizzato nello stabilimento della Interflex, messo a disposizione da Mastrangelo (socio e fondatore della società). Nel frattempo Messina si muove su un altro fronte, che lui sa essere di importanza strategica fondamentale: quello della rete vendita. Utilizzando le conoscenze maturate nei periodi passati presso B&B e Cinova riesce a mettere insieme una squadra di agenti che manda in giro per l’Italia già dai primi mesi del 1978 a proporre i modelli tradizionali Interflex. E, soprattutto, ad avvisare tutto il pubblico dei rivenditori che presto sarebbe stato lanciato un prodotto del tutto originale, innovativo e firmato da Magistretti. La prima uscita in pubblico di ‘Nathalie’ è allo STAR di Milano (Salone del tessile d’arredamento), a maggio 1978, una fiera dedicata soprattutto alla teleria per la casa e ai tappeti. Ma il debutto vero è al Salone del Mobile, sempre a Milano, il settembre successivo. Il letto piace, l’accoglienza è buona. Ma la risposta del mercato non è immediata. In contemporanea, però, parte un’operazione parallela, un’idea estremamente coraggiosa: investire, e molto, in pubblicità. Tante uscite sulla stampa specializzata di doppie pagine a colori, quando la norma era fare pagine singole, semplici, con una foto da catalogo, il logo e l’indirizzo. Flou invece sceglie di abbinare belle immagini a slogan geniali. Come il primo, ‘Flou ha rifatto il letto’, cinque parole che viaggiano su due livelli di lettura, un capolavoro di sintesi. A occuparsi della comunicazione c’è Valerio Castelli, un giovane brillante alla testa di CentroKappa, agenzia di progetto e di comunicazione, e col design nel sangue: suo padre Giulio è il fondatore della Kartell, sua madre Anna Castelli Ferrieri è architetto e designer. Castelli chiama i migliori art director e copywriter. Le proposte poi vengono discusse insieme a Messina e a Magistretti. Il messaggio che esce è chiaro, invogliante. Colpisce l’immaginazione (e i desideri) della gente. Una celebre pubblicità Flou ritrae il ‘Nathalie’ in dodici varianti colore, come le Marilyn o i Mao di Andy Warhol. Un letto che cambia faccia in mezz’ora? Il pubblico lo vuole. E così va a chiederlo ai rivenditori, che devono correre ai ripari e procurarselo. Il tradizionale meccanismo dell’offerta delle novità viene scardinato, il sistema dei rivenditori è scavalcato. Un colpo di genio. 

«La comunicazione raccontava l’idea del cambiamento, del colore. Quando all’epoca c’era praticamente solo il marrone. I rivenditori dovevano averlo»: a parlare è Giorgio Coppola, che dagli esordi di Flou si è occupato del commerciale dell’azienda. «In più, il prodotto era studiato nei minimi particolari. Parte del successo si deve anche al passaparola».

Da li un susseguirsi di successi.

Detto anche  il “letto coi fiocchetti” è considerato il capostipite del letto tessile moderno e ha segnato un’autentica innovazione tipologica divenuta poi uno standard e  ad oggi resta un intramontabile evergreen.

La novità introdotta da Magistretti con  Nathalie era sia tipologica che formale e strutturale. Il letto, accessori e biancheria si integravano in un unico prodotto.

E’ interamente rivestito in tessuto, completamente sfoderabile grazie a un pratico sistema di chiusura con velcro.

Nel corso degli anni la versione originaria si è trasformata in un ampio insieme di soluzioni, con la possibilità di scelta tra quattro tipi di basi e quattro tipi di piani di riposo, un modello quindi personalizzabile a seconda delle esigenze e delle abitudini di ciascuno.

In concomitanza con questo anniversario nasce NATHALIE 40°” un’edizione speciale (limitata a 299 esemplari) che riproduce fedelmente una delle versioni del 1978 in cui il rivestimento della testata/copricuscino riprende quello del coordinato copripiumino.

Per questa occasione è stato anche realizzato un cortometraggio dedicato a Nathalie, il titolo è “The perfect bow” / Il fiocco perfetto, scritto e diretto da Andrea Cavallari, ideato e prodotto da Cristian Rabbiosi.

Con linguaggio poetico e suggestivo narra la storia di una famiglia; una storia semplice, fatta di frammenti di vita, emozioni, tradizioni e insegnamenti. Filo conduttore e trait d’union di tutti questi momenti è un fiocco, che si svela sul finale nel “fiocco perfetto” della testata di Nathalie.

«Nathalie è anche la metafora della nostra famiglia: quell’insieme di valori è stato e sarà sempre il fondamento

del nostro modo di vivere e del nostro modo di operare». (Massimiliano Messina)

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